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9月24日 Cuori Meccanici"Nel mio mondo l'unico modo per ottenere una solida identità è emergere schiacciando la massa. Massacrarsi di lavoro, accettare qualsiasi pressione, correre disperatamente sapendo che qualsiasi errore avrà coseguenze fatali. In questo sforzo, del resto, siamo sostenuti da premi come si fa al circo per addestare una foca a compiere azioni assurde e innaturali…" Quello che mi aspetto da un libro è che mi lasci qualcosa. Qualcosa di nuovo, qualcosa che non sapevo, qualcosa che mi provoca sensazioni. Insomma qualcosa. Leggendo questo romanzo non mi è rimasto nulla: un'abile cronaca ragionata di una vita che non è poi tanto diversa da quella che ci si prospetta davanti; ma non un consiglio, uno spunto; solo una arida osservazione della realtà tra pieghe nascoste solo per chi non le vuole guardare. Pur condividendo molto del pensiero dell'autore sulla vita stressante milanese, mi aspetto che chi scrive un libro non fornisca solo un problema, ma che lasci perlomeno intravedere una qualche via di soluzione: non è che sono succube del finale "vissero tutti felici e contenti", ma neanche mi accontento di leggere centonovantasette pagine di introduzione a qualcosa che non esiste. City"… i mediocri non sanno di essere mediocri, questo è il fatto, proprio in quanto mediocri gli manca la fantasia per immaginare che qualcuno possa essere meglio di loro, e dunque chi di fatto lo è deve averci qualcosa che non va, deve aver barato da qualche parte, o in definitiva deve essere un matto che si imagina di essere migliore di loro, e cioè un presuntoso, come certamente ti faranno capire molto presto e con sistemi neanche troppo piacevoli, perfino con crudeltà, alle volte, questo è tipico dei mediocri, essere crudeli, la crudeltà è la virtù per eccellenza dei mediocri, hanno bisogno di esercitare la crudeltà, esercizio per cui non è necessaria la minima intelligenza…" Quando, ancora pischello, leggevo libri su "consiglio" del docente di italiano, una logica funzionale al voto mi imponeva di commentare le pagine contenenti descrizioni chilometriche come "un buono stratagemma per tenere viva la suspence". Ora sono cresciuto e non devono più darmi voti sui libri, anzi sono io a darli. E allora posso dire che alcune descrizioni di questo libro sono eccessivamente approfondite e un poco annoiano. Voglio dire Baricco lo conoscono tutti, non deve dimostrare di saperci fare con le parole:che la sua non sia una penna ma il pennello di un poeta non si discute. Ma a volte troppi colori confondono. Comunque intendiamoci, sempre un signor libro, con personaggi particolari e mai banali che, invitandoti a riflettere, ti accompagnano sino ad un finale dove ti abbandonano, solo soletto, per farti capire che ti hanno fregato come un bambino. |
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